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giovedì 10 ottobre 2013

Il tè in Marocco

Se c’è una cosa che proprio ci piace è il tè alla menta.
In Marocco è tradizione berlo in più di una occasione durante la giornata: a colazione, prima del pranzo, quando prepara lo stomaco, dopo il pranzo, ottimo per digerire, e soprattutto è dono d’accoglienza per l’ospite. Ci si accomoda sui classici divani lunghi e grandi, pronti ad ospitare molte persone, e si osserva il capo famiglia e la persona più esperta che si accinge a preparare il tè.

Il tè in Marocco è comunemente consumato anche fuori casa. Lo offrono dappertutto. 


Nelle bancarelle dove si mangia e nei suk, mentre siete intenti a contrattare per i vostri acquisti, può capire di essere invitati a degustarne un bicchierino, o un bicchierone come nella foto. Al porto di Tangeri ci sono regolarmente venditori di tè, cosicchè uno può assaggiarlo all’inizio del viaggio per degustare la cosa più tipica e portarsene il sapore anche al ritorno.
Lo si beve sempre, anche quando le temperature sono molto alte, perché contrariamente a quanto sembrerebbe, se fatto freddare un po', è l'ideale per dissetarsi. Difatti è bevuto anche nel deserto ed è da lì che arriva questa tradizione. 

Gli ingredienti che lo compongono sono semplicissimi.
Di fondamentale importanza: munitevi di una teiera di quelle tipiche con il becco lungo che si chiama “barrad”. Abbiamo col tempo coltivato la mente in casa in modo da averne di "naturale" o super bio, e lo consigliamo.

Procedete così:

Riempite d’acqua la teiera e portatela ad ebollizione. Appena inizia la bollitura mettete un cucchiaino di tè verde a foglie che trovate nei negozi specializzati. Lasciate aprire le foglie del tè lasciando ancora bollire l’acqua a fuoco basso per 2/3 minuti.
Togliete la teiera dal fuoco e aggiungete le foglie di menta lavate e lo zucchero, o a zollette o col cucchiaino.

Non girate!!! È adesso che comincia la vera preparazione.
Prendete uno dei classici bicchierini da tè, ma anche un bicchiere normale andrà benissimo. Versate il tè dall’alto, ad una distanza di 30 cm dal bicchiere, in modo da creare una schiuma che serve a far ossigenare il tè. Poi riversate il bicchierino di tè di nuovo nella teiera. Ripetete l'operazione di nuovo per altre due volte . Dopo queste  operazioni assaggiate di zucchero e nel caso aggiustate nel bicchiere. Ora il tè è pronto e può essere servito versando rigorosamente dall’alto.



È tradizione in Marocco fare merenda con il tè accompagnato da vari dolci. Uno dei più famosi è lo "nsemmen", a cui dedicheremo un post a parte.
Agli ospti si riserva il vassoio decorato e i bicchieri più pregiati.


domenica 6 ottobre 2013

Zuppa di lenticchie alla marocchina

Ingredienti:

Olio di oliva extravergine
Sedano, carota e cipolla: 1 cipolla intera di media grandezza
Aglio: 1spicchio
Spezie: zafferano, curcuma, zenzero, paprika dolce
Lenticchie: 500g, un pacco
Pomodori: 6 tipo pachino
Patate: 3 di media grandezza
Olive: una bella manciata, meglio se denocciolate.

Preparazione:

Coprite d'olio il fondo di una pentola alta, per zuppe o per pasta. Fate un soffritto con sedano carote e cipolla. La cipolla dovrà abbondare rispetto agli altri elementi. Aggiungete lo spicchio d'aglio.
Mettete mezzo cucchiaino di ogni spezia mentre il soffritto comincerà a friggere.

Tagliate a spicchi i pomodorini e aggiungeteli a soffriggere.

Nel frattempo sciacquate le lenticchie sotto l'acqua dopo averle lasciate in ammollo.
Non tutti i tipi di lenticchie secche necessitano di eccessivo ammollo. Il tipo con i cicchi grandi è solitamente più mordido e per cotture rapide.

Ponete le lenticchie nel soffritto, mescolate con le spezie e lasciate tostare un po' il tutto.
Successivamente coprite con abbondante acqua.
Aggiustate di sale, senza esagerare.
Lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto.
Ad almeno mezz'ora dall'inizio della cottura, quando l'acqua bolle, aggiungete le patate tagliate per lungo a spicchi da 4 come nella foto sotto (prima a metà per lungo e poi di nuovo a metà)



Almeno un'altra mezz'oretta di cottura, stando attenti che la zuppa non si ritiri troppo, asciugandosi e attaccandosi sul fondo. Nel caso aggiungere acqua.

Quasi a fine cottura aggiungete le olive verdi e aggiustate di sale.
Le olive sono opzionali.




sabato 21 luglio 2012

Kefta

Vi chiederete che sia mai la kefta.
La kefta è la carne macinata speziata, che si può cucinare in vari modi.
La ricetta che vi presentiamo oggi è la versione a forma di polpette con sugo e uova.
Ma la ketfa si può fare anche in bianco, senza le uova, sulla piastra con la forma un po' allungata o infilzata negli spiedini.
Ecco a voi la ricetta:

Ingredienti: (per 4 persone)

500/600 g di carne macinata di manzo

Metà cipolla
Aglio - uno spicchio
Spezie: principalmente paprika, zafferano, pepe, cumino, ma si può anche con coriandolo, curry
Prezzemolo

Olio extra vergine
Passata di pomodoro (oppure pomodori a pezzetti secondo i gusti)
Olive verdi
4 uova
Sale

Preparazione:

Sminuzzate finemente metà cipolla, lo spicchio d'aglio e il prezzemolo.
In una ciotola unite il tutto con la carne e mezzo cucchiaino di ognuna delle spezie.
Salate a piacere.



Amalgamate il tutto e lasciate insaporire in frigo per un po'.

Successivamente formate delle palline di media grandezza.
Mettete circa 3 cucchiai d'olio a scaldare in padella.
*Regolatevi con il grasso della carne: se la carne è grassa non abbondate con l'olio, se è molto magra potete metterne un po' di più.
Fate rosolare per un po' le polpette.


Aggiungete il sugo di pomodoro e due bicchieri di acqua tiepida.
Coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco vivace.



Sciacquate un pochino le olive verdi e mettetene una bella manciata nella salsa.


A parte rompete e sbattete le uova e aggiungete un pizzico di sale.
Le polpette devono cuocere almeno una mezz'oretta.
Le uova vanno cosparse nel sugo cinque minuti prima di spegnere il fuoco.


Una volta rapprese le uova, il piatto è pronto per essere servito.
Per chi gradisce è ottima la nostra salsa Harissa.


Le varianti:

Questa ricetta può essere fatta anche senza le uova.
Oppure abbiamo la stessa preparazione del trito, ma sistemata appiccicata agli spiedini.



O semplicemente in bianco sulla piastra.


Buon appetito!